Social Commerce

Il social web diventerà profittevole.

Jeremiah Owyang propone un’interessante razionalizzazione dello sviluppo del social web attraverso un percoso diviso in 5 fasi, 5 ere come le definisce lui. Jeremiah sottolinea che le fasi non sono sequenziali, tuttavia, l’affermazione generalizzata di un’era piuttosto che un’altra fa registrare tendenzialmente proprio una sequenza. Duque, citando il suo riassunto troviamo le seguenti 5 ere:

1) Era of Social Relationships: People connect to others and share

2) Era of Social Functionality: Social networks become like operating system

3) Era of Social Colonization: Every experience can now be social

4) Era of Social Context: Personalized and accurate content

5) Era of Social Commerce: Communities define future products and services

Con un po’ di malizia mi viene da leggere tra le righe un taglio propagandistico. Oggi ci si domanda come far soldi con i social nerwok, se sarà mai possibile fare soldi col 2.0, andando forse un po’ contro l’opinione comune che il web 2.0 deve restare gratuito, per la sua natura libera, sociale. L’articolo di Jeremiah tenta forse di dare una risposta ottimistica verso quelli che dovrebbero investire in questa direzione: brand, marketer, vendor, publisher, ecc.

Ad ogni modo, l’immagine proiettata dalla quinta fase è davvero suggestiva: Le community disegneranno i prodotti ed i servizi per le aziende attraverso il social web. Le community potranno suggerire le innovazioni, pilotare gli investimenti, decretare il benessere come il futuro dei brand. Le community saranno aperte, trasparenti, condivise e collaborative.

In questo scenario è evidente che il “classico” apparirà vecchio ed inefficace. Si ripenseranno gli strumenti di CRM, di Advertising, di eCommerce e del Marketing in generale.

In altre parole succederà che gli investimenti in un costosissimo spot pubblicitario passato per settimane nel classico canale televisivo saranno in gran parte inefficaci se nelle community non si diffonderà rapidamente un messaggio di approvazione condiviso.

La vera novità è che i nuovi prodotti passati in TV dovranno incrociare il benestare del mercato in maniera assolutamente naturale perchè saranno frutto di un approccio/percorso di innovazione scaturito proprio dal mercato stesso.

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