La convergenza delle reti

Essere connessi sempre significa sottoscrivere per lo meno tre abbonamenti diversi. Un abbonamento ADSL per la casa, uno 3G per lo smartphone, uno per la chiavetta USB da attaccare al notebook.

Tempo fa avevo deciso di fare economia eliminandone uno, quello ADSL, in quando potevo usare la chiavetta H3G anche in casa. Poi ho capito di poter eliminare pure la chiavetta sfruttando il tethering del mio iPhone. Il tethering con TIM è incluso nella tariffa flat, quindi non richiede costi aggiuntivi.

La verità è che la rete 3G offre una banda effettiva davvero scadente. E’ già satura per i miei gusti e pare stia scoppiando. Per questo ho già fatto un passo indietro. Ho rinunciato al 3G per sfruttare la rete EDGE, che se non altro consuma la metà della batteria del telefonino. Resta il fatto che l’utilizzo in tal senso è fortemente limitato, scoraggiante.

Per tutto questo torna in voga la rete ADSL. Rispetto ad un anno fa, tutti gli operatori hanno finalmente inserito la chiavetta USB nel proprio portafoglio di offerte ADSL. Quasi sempre però c’è da pagare qualcosa in più e questo non va mica tanto bene. Inoltre, si tende a tenere separati nelle offerte i tre servizi di sempre: voce, tv, dati. Se poi aggiungiamo la componete che distingue rete fissa da rete mobile, otteniamo una matrice di confusione grazie alla quale solo gli operatori continuano a guadagnarci.

matrice isp.png

Cosa mi serve? Tutto, ovviamente. Mettendo 20 euro in ogni quadrante, la somma fa 120, al mese. Per fortuna le offerte non sono proprio così sconsiderate, ma neanche tanto lontano dall’algebra, anche perchè per alcuni quadranti bisogna sborsare più di 30 euro per un servizio full e flat.

Per quel che mi riguarda c’è un solo quadrante che potrebbe includere tutti gli altri: è quello DATI e lo vedo sul mobile. Ciò che vedo esiste e si chiama Internet Mobile. Gli altri quadranti sopravvivono ancora, forse per ragioni commerciali, forse per vincoli tecnologici. E poi perchè ci sono aziende molto forti che continuano ad innovare l’offerta e le tecnologie nella direzione che le vede protagoniste, non sempre nella logica della convenienza per il consumatore.

In questo momento non si può rinunciare al servizio ADSL in casa, il mobile non è performate e andrà peggiorando. Il voip è ostacolato dagli operatori telefonici, il video on demand è ostacolato dai broadcaster. Tuttavia il mercato saprà fare le sue scelte e qualche grande azienda, che butterà un occhiata al futuro, saprà accompagnare l’innovazione e il cambiamento nella direzione giusta.

Il nuovo standard LTE, detto anche 4G, è una risposta incoraggiante in questo senso. Oggi però si fanno sentire solo le aziende che si attrezzano per produrre chip in grado di supportare la nuova tecnologia sugli smartphone per download fino a 100/150 Mbps. Aimè, se le antenne non garantiranno un servizio distribuito altrettando performante, non ci sarà proprio nessun cambiamento.

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