Facebook apre in oriente

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Facebook aprirà la sua sede asiatica in India, a Hyderabad, e intende assumere 500 sviluppatori.

500 sviluppatori come 500 “milioni” di utenti registrati nel mondo. In India ce ne sono 8 di milioni, ma non deve essere questo il motivo della scelta di Zugherberg. L’obiettivo è quello di avere una copertura del servizio 24 su 24.

Dodici ore di servizio dalla California, dodici ore dall’India. Le due location infatti si portano esattamente 12 ore di fuso orario. Che fortuna. Non è un caso che l’India potrebbe aggiudicarsi il ruolo di nuova Sylicon Valley del web. Gli indiani parlano perfettamente l’inglese, sono ottimi programmatori e vivono a 12 ore di fuso da Palo Alto. Un connubio perfetto. In India poi gli sviluppatori costano davvero poco. Ci sono web company che vendono le risorse anche a 8 dollari l’ora. Mediamente si trovano a 12 dollari, massimo 20 dollari l’ora.

Che può fare l’Italia?

La lingua inglese pare un’offesa, soprattutto all’interno delle nostre grandi aziende. Il mercato italiano trattiene gli sviluppatori bravi a fare cose già superate, indietro di dieci anni rispetto al web innovativo. E il costo? Beh, andiamo da 200 a 500 euro al giorno. E poi l’umiltà, cosa che da queste parti non si trova.

Umh, mi sa che siamo un po’ fuori mercato.

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