Omes

Questa notte sono tornato indietro nel tempo e ho portato con me il piccolo iphone. Sono andato a trovare mio nonno Omes nella sua casa, la sua ultima casa, dove ha passato quasi dieci anni chiuso in una stanza, malato, senza mai poter uscire.

Abbiamo ascoltato nelle cuffiette dell’iphone un po’ di musica, della bellissima musica direi. Mi ricordo fra tutte Make You Feel My Love di Adele. Come si sentiva bene quella musica.. mai sentita così bene dalle cuffiette dell’iphone, superlativa. Volevo stupirlo, mostrandogli cosa potesse fare un oggetto così piccolo e che incredibile suono potesse racchiudere.

Sì, perché la musica per Omes era una gran bella compagnia. Si era fatto portare in casa uno stereo della Pioneer grande come un armadio. In effetti era proprio dentro un armadio, con cinque o sei ripiani. Aveva un equalizzatore spaziale, un giradischi e un mangianastri tutti automatizzati. E poi una cuffia enorme, professionale. Mi ricordo soprattutto quella cuffia con un’imbottitura esagerata, in pelle nera, come quei puff dove ci si sprofonda dentro interamente. Aveva un filo lunghissimo e un jeck gigante per raccogliere tutta la potenza e la qualità in un solo punto. Insomma, nel complesso un impianto stereo davvero avanti per quei tempi, per i suoi tempi. Roba che non si vede più da tanti anni ormai, ma che ancora oggi è lì, nella sua stanza, senza suonare più, per lui, per nessuno.

Quando la casa di Omes si riempiva di nipotini era sicuramente una gioia indescrivibile, anche se il suo super stereo correva qualche rischio. Si sa come sono i bambini, sono in grado di distruggere qualunque cosa in maniera incalcolabile e fulminea. Eppure per Omes, era una gioia ancora più grande indossare quella cuffia sproporzionata sulla testolina dei suoi nipoti e raccogliere lo stupore negli occhi che si illuminavano e le bocche spalancate.

Si passava dalla classica di Beethoven al rock di Bruce Springsteen con una facilità estrema. Il suono era avvolgente, caldo. Quelle cuffie erano una bella coperta in inverno e ali magiche in estate. Quando Omes chiudeva gli occhi dentro quelle cuffie, poteva spiccare il volo fuori dalla sua finestra e viaggiare laddove gli era impedito da tanto tempo.

Mentre stanotte ascoltavamo la musica di Adele, Omes ha tirato fuori le sue vecchie cuffie per provarle con l’iphone. Indossandole ha chiuso gli occhi, come era solito fare. Io lo guardavo mentre se ne stava lì con un sorriso appena accennato, superiore. Dopo poco mi ha invitato a provarle ancora una volta. Beh, quello che ho sentito non si può descrivere. Posso solo dire che ancora una volta è stato lui a stupirmi proprio come quando ero bambino e mi teneva sulle sue ginocchia per farmi sentire la sua musica.

Questa notte ho voluto lasciargli il mio iphone in regalo, così so che può svolazzare leggero dappertutto, senza portarsi dietro quell’armadio di stereo, ma solo le sue amate cuffie e la sua musica preferita di sempre.

.. queste parole mi sono state dettate, anche se non so da chi, ma ho qualche sospetto .. è poi vero che in ogni lacrima si nasconde un pizzico di poesia …

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